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domingo, enero 08, 2017

Los Dibujos de Michelangelo


Michelangelo Buonarroti
Cleopatra. Lapiz. 
Florencia, Casa Buonarroti

Lo sagrado y lo profano así como los dibujos arquitectónicos realizados por Michelangelo son absolutamente memorables, solo tenemos que ver la fuerza de la gran Madonna y el niño, el estudio de la cabeza para la Virgen por el Tondo Doni o el sublime dibujo de la cabeza de Leda pora Leda y el cisne, una pintura hoy desaparecida y que se conoce solo por copias.

 Michelangelo Buonarroti
Cleopatra. Lápiz
Florència, Casa Buonarroti

Michelangelo Buonarroti
Estudio para la cabeza de Leda, ca. 1529. Lápiz. 
Casa Buonarroti, Florencia

El legado de Michelangelo como arquitecto no es menos monumental que su obra pictórica y escultórica. Sus planos arquitectónicos eran, para su época, bastante innovadores. Destacando los dibujos de la fachada de San Lorenzo en Florencia, y su plano para la iglesia de San Giovanni dei Fiorentini en Roma. Estas obras ayudan a demostrar la duradera influencia de Miguel Ángel en la arquitectura, el estudioso Adriano Marinazzo considera estos diseños como "unos de los más fascinantes proyectos de arquitectura de todo el renacimiento."

Michelangelo Buonarroti
Madonna con el Niño. Lápiz negro, yeso rojo y tinta. 
Florencia, Casa Buonarroti

Michelangelo Buonarroti
Estudio para la cabeza de la Madonna del "Tondo Doni". Pluma y tinta. 
Florencia, Casa Buonarroti

Michelangelo Buonarroti
El sacrifico de Isaac. Lápiz negro, lápiz rojo, pluma y tinta. 
Florencia, Casa Buonarroti.

Michelangelo Buonarroti
Proyecto para la Fachada de San Lorenzo en Florencia. Lápiz negro, pluma y tinta con un baño marrón. 
Florencia, Casa Buonarroti.

Michelangelo Buonarroti
Proyecto para San Giovanni dei Fiorentini en Rome, 1559–1560. Lápiz negro, pluma y tinta. 
Florencia, Casa Buonarroti.

Michelangelo Buonarroti
Estudio para la Puerta Pia en Rome. Lápiz negro, pluma y tinta. 
Florencia, Casa Buonarroti
 
 
 

miércoles, mayo 14, 2014

Redescubriendo a Michelangelo


Domenico Cresti o Crespi le Passignano (1559 - 1638), 
Retrato de Michelangelo Buonarroti

Es absolutamente innegable la influencia y la fascinación que a lo largo de la Historia ha tenido la figura de Michelangelo Buonarroti sobre autores tanto contemporáneos como posteriores a él. El mismo Vasari, escribió:

"il Cielo per essempio nella vita, ne' costumi e nelle opere l'ha qua giú mandato, acciò che quegli che risguardano in lui, possino imitandolo, accostarsi per fama alla eternità del nome; e per l'opere e per lo studio, alla natura; e per la virtú al Cielo, nel medesimo modo che egli alla natura et al cielo ha di continuo fatto onore." 

Ahora 450 años después de su muerte, el 18 de febrero de 1564, seguimos mirando, admirando y redescubriendo su obra, con la misma fascinación que sus contemporáneos. Buscando nuevas perspectivas con qué mirar el Renacimiento, y la grandiosa contribución de Michelangeo, y cómo influye tanto en la fotografía como en la pintura en el siglo XIX hasta llegar a nuestros días. Esta es la mirada que la Galleria dell'Accademia de Florencia nos ofrece en un viaje por "Ri-Conoscere Michelangelo", maneras de traducir y reproducir las obrasescultóricas de Buonarroti.

Michelangelo Buonarroti
Madonna della Scala, 1490
Casa Buonarroti, Florència

Michelangelo Buonarroti
Battaglia dei centauri, 1492
Casa Buonarroti, Florència

"Il mio primo lavoro è stato un piccolo bassorilievo, la Madonna della scala. Maria, Madre di Dio, si siede sulla roccia della chiesa. I riccioli bambino indietro nel suo corpo. Si prevede la sua morte, e il suo ritorno sulla scalinata al cielo. "Il mio secondo lavoro, un altro piccolo sollievo. Il mio tutor mi lesse il mito della battaglia dei Lapiti contro i Centauri. Le forze selvagge della Vita, bloccati in un combattimento eroico. "Già a 16 anni, la mia mente era un campo di battaglia:. Mio amore per la bellezza pagana, il nudo maschile, in guerra con la mia fede religiosa Una polarità di temi e forme ... uno spirituale, l'altro terrena, ho mantenuto queste incisioni sulle pareti del mio studio a questo giorno. "

Michelangelo Buonarroti, Diario Personale

Michelangelo Buonarroti
Bacco, 1496-97
Museo Nazionale del Bargello, Florència

Michelangelo Buonarroti
La Pietà Vaticana,1497-99
Basilica di San Pietro in Vaticano. Roma

38. Quanta dolcezza al cor per gli occhi porta

Quanta dolcezza al cor per gli occhi porta
quel che ’n un punto el tempo e morte fura!
Che è questo però che mi conforta
e negli affanni cresce e sempre dura.

Amor, come virtù viva e accorta,
desta gli spirti ed è più degna cura.
Risponde a me: - Come persona morta
mena suo vita chi è da me sicura. -

Amore è un concetto di bellezza
immaginata o vista dentro al core,
amica di virtute e gentilezza.

Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti
David, 1501-1504
Galleria dell'Accademia, Florència

[...] E veramente che questa opera à tolto il grido
a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si
fussero; e si può dire che né 'l Marforio di Roma, né il Tevere o il
Nilo di Belvedere, o i Giganti di Monte Cavallo, le sian simili in
conto alcuno, con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finì
Michelagnolo; perché in essa sono contorni di gambe bellissime et
appiccature e sveltezza di fianchi divine, né ma' più s'è veduto un
posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi, né piedi né mani
né testa che a ogni suo membro di bontà, d'artificio e di parità né
di disegno s'accordi tanto. E certo chi vede questa non dee curarsi
di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o negli altri da
qualsivoglia artefice.

"Le Vite", Edizione Giuntina, Giorgio Vasari

Michelangelo Buonarroti
Tondo Taddei, 1504-1506
Royal Academy, Londres

Michelangelo Buonarroti
Tondo Doni. 1506-1508
Galleria degli Uffizi, Florencia

Michelangelo Buonarroti
Sibilla Delfica. 1508-10
Cappella Sistina, Roma

Michelangelo Buonarroti
La Creazione di Adamo, 1511
Cappella Sistina, Roma

[...] la Creazione di Adamo, dove ha figurato Dio portato da un gruppo
di Angioli ignudi e di tenera età, i quali par che sostenghino non
solo una figura, ma tutto il peso del mondo, apparente tale mediante
la venerabilissima maiestà di quello e la maniera del moto, nel quale
con un braccio cigne alcuni putti, quasi che egli si sostenga, e con
l'altro porge la mano destra a uno Adamo, figurato - di bellezza,
di attitudine e di dintorni- di qualità che e' par fatto di nuovo dal
sommo e primo suo Creatore più tosto che dal pennello e disegno
d'uno uomo tale.

"Le Vite", Edizione Giuntina, Giorgio Vasari

Michelangelo Buonarroti
Schiavo ribelle, 1513  
Musée du Louvre, Paris

Michelangelo Buonarroti
Schiavo morente, 1513
Musée du Louvre, Paris

Michelangelo Buonarroti
Mosè. 1513-1515
Basilica di San Pietro in Vincoli, Roma

Michelangelo Buonarroti
Giudizio Universale, 1536-41
Cappella Sistina, Roma

[...]Et oltra a ogni bellezza straordi-
naria è il vedere tanta opera sì unitamente dipinta e condotta, che
ella pare fatta in un giorno e con quella fine che mai minio nissuno
si condusse talmente. E nel vero la moltitudine delle figure, la ter-
ribilità e grandezza dell'opera è tale che non si può descrivere, essen-
do piena di tutti i possibili umani affetti et avendogli tutti maravi-
gliosamente espressi; avvengaché i superbi, gli invidiosi, gli avari, i
lussuriosi e gli altri così fatti si riconoschino agevolmente da ogni
bello spirito, per avere osservato ogni decoro, sì d'aria, sì d'attitu-
dini e sì d'ogni altra naturale circostanzia nel figurarli. Cosa che,
se bene è maravigliosa e grande, non è stata impossibile a questo
uomo, per essere stato sempre accorto e savio, et avere visto uomini

"Le Vite", Edizione Giuntina, Giorgio Vasari

Michelangelo Buonarroti
Conversione di Saulo, 1545
Cappella Paolina, Vaticano

Michelangelo Buonarroti
Crocifissione di San Pietro, 1545-50
Cappella Paolina, Vaticano.

Michelangelo Buonarroti
Pietà Bandini, 1547-55
Museo dell'Opera del Duomo, Florencia

151

Non ha l’ottimo artista alcun concetto
c’un marmo solo in sé non circonscriva
col suo superchio, e solo a quello arriva
la man che ubbidisce all’intelletto.

Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto,
in te, donna leggiadra, altera e diva,
tal si nasconde; e perch’io più non viva,
contraria ho l’arte al disïato effetto.

Amor dunque non ha, né tua beltate
o durezza o fortuna o gran disdegno,
del mio mal colpa, o mio destino o sorte;

se dentro del tuo cor morte e pietate
porti in un tempo, e che ’l mio basso ingegno
non sappia, ardendo, trarne altro che morte.

Michelangelo Buonarroti 

Michelangelo Buonarroti
Pietà Rondanini, 1552-1564
Castello Sforzesco, Milán


+ Información:

http://www.unannoadarte.it/riconosceremichelangelo/
http://vasari.letteraturaoperaomnia.org/vasari_le_vite_michelangelo_bonarroti_fiorentino.html
http://vasari.sns.it/Vita di Michelagnolo Buonarruoti Fiorentino Pittore Scultore et Architteto

miércoles, mayo 19, 2010

Tomaso Cavalieri, la passió de Michelangelo Buonaroti


Michelangelo (Daniele da Volterra)

L'obra mestra de Michelangelo "Il Sogno" ha estat descrita com un dels millors dibuixos de tot el Renaixement. Executat en 1533, quan Michelangelo Buonarroti (1475-1564) estava a la cúspide de la seva carrera, és un exemple de la seva incomparable habilitat com a dibuixant.

Il Sogno

Així mateix és el més famós dels dibuixos que Michelangelo va donar als seus amics més propers. Sent probablement creada per a un noble romà, el jove Tommaso Cavalieri, qui va ser cèlebre per la seva bellesa, gràcia, maneres i intel·lecte. Michelangelo ho va conèixer a Roma, en l'hivern de 1532, i va caure a l'instant enamorat del jove, el qual tenia 16 o 17 anys.

Cap Ideal, Possible retrat de Tommaso Cavalieri

Tan bon punt es van conèixer, Michelangelo li escriurà una carta en la qual queden patents els seus sentiments:

"El cel va fer ben impedint la plena comprensió de la vostra bellesa... Si a la meva edat no em consumeixo encara del tot, és perquè la trobada amb vós, senyor, va ser molt breu".

"La seva senyoria, única llum del món en nostra era, mai estarà satisfet amb el treball d'un altre home perquè no hi ha un altre home que se t'assembli, cap que t'iguali... M'apesara granment que no pugui recuperar el meu passat, i així d'aquesta manera per més temps estar al seu servei. Tal com és, només puc oferir-li el meu futur, el qual és curt, ja que sóc ancià... Això és tot el que haig de dir. Llegiu el meu cor, ja que la ploma és incapaç d'expressar-se bé".

El jove Tommaso Cavalieri contestaria a Michelangelo

"Juro retornar el seu amor. Mai he volgut a un home com ho vull a vostè, ni he desitjat una amistat més que la que desitjo la seva".

El Somni probablement va ser part del magnífic grup de dibuixos que Michelangelo li va donar a Cavalieri en els primers anys de la seva "amistat". Aquest grup s'hagi constituït per: El càstig de Tici, La Caiguda de Faetó, Una bacanal de Nens i El Rapte de Ganimedes. Segons compte Vasari en la seva biografia de Michelangelo aquests regals estaven destinats, principalment, a ensenyar a dibuixar al jove Cavalieri.

La caiguda de Faetó

Els relats mitològics, com Faetó caient a terra amb el carro d'Helis, el rapte de Ganimedes - el més bell dels mortals - i el càstig del gegant Tici a causa de la seva luxúria pot ser que també tinguessin una intenció moralitzadora per al jove adolescent. Encara que observant-los és difícil sostreure's a la idea que són expressions d'amor de Michelangelo envers el jove Cavalieri. Passió amorosa de la qual Michelangelo va donar complida compte en els seus eloqüents cinc sonets, destinats a Tommaso, escrits en la primera fase de la seva "amistat". No obstant això Michelangelo li dedicaria prop de tres-cents sonets i madrigals, constituint la col·lecció més gran de poemes de Michelangelo.

El castic de Tici

Sempre d'acord amb les convencions de la poesia amorosa, aquests sonets registren l'extraordinària intensitat de l'adoració de Michelangelo per la bellesa del jove, la qual es veu sublimada com un reflex de l'eterna bellesa de Déu a la terra.

Caldria remarcar que hi ha els qui afirmen que la relació era merament d'afecte platònic en contraposició a les seves relacions amb: Urbino, Luiggi del Riccio, Febo di Poggio, Giovanni da Pistoia, Gherardo Perini o Cecchino dei Bracci,  però sí que és indubtable l'enorme profunditat que va tenir, ja que seria Cavalieri qui assistiria al genial Michelangelo als seus últims moments, una fidelitat fins a la mort.

El rapte de Ganimedes

Sonetto XXX

Veggio co' bei vostri occhi un dolce lume,
Che co' miei ciechi già veder non posso;
Porto co' vostri piedi un pondo addosso,
Che de' mie zoppi non è già costume.

Volo con le vostr'ale senza piume;
Col vostr'ingegno al ciel sempre son mosso;
Dal vostr'arbitrio son pallido e rosso,
Freddo al sol, caldo alle più fredde brume.

Nel voler vostro è sol la voglia mia,
I mie' pensier nel vostro cor si fanno,
Nel vostro fiato son le mie parole.

Come luna da sè sol par ch'io sia;
Chè gli occhi nostri in ciel veder non sanno
Se non quel tanto che n'accende il sole.

Crist ressuscitat

Sonetto XXXI

A che più debb'io mai l'intensa voglia
Sfogar con pianti o con parole meste,
Se di tal sorte 'l ciel, che l'alma veste,
Tard' o per tempo, alcun mai non ne spoglia?

A che 'l cor lass' a più morir m'invoglia,
S'altri pur dee morir? Dunque per queste
Luci l'ore del fin fian men moleste;
Ch'ogn' altro ben val men ch'ogni mia doglia.

Però se 'l colpo, ch'io ne rub' e 'nvolo,
Schifar non poss'; almen, s'è destinato,
Ch entrerà 'nfra la dolcezza e 'l duolo?

Se vint' e pres' i' debb'esser beato,
Maraviglia non è se nud' e solo,
Resto prigion d'un Cavalier armato.

Bacanal de niños

Sonetto XXXII

S'un casto amor, s'una pietà superna,
S'una fortuna infra dua amanti equale,
S'un'aspra sorte all'un dell'altro cale,
S'un spirto, s'un voler duo cor governa;

S'un'anima in duo corpi è fatta etterna,
Ambo levando al cielo e con pari ale;
S'amor c'un colpo e d'un dorato strale
Le viscer di duo petti arda e discerna;

S'amar l'un l'altro, e nessun se medesmo,
D'un gusto e d'un diletto, a tal mercede,
C'a un fin voglia l'uno e l'altro porre;

Se mille e mille non sarien centesmo
A tal nodo d'amore, a tanta fede;
E sol l'isdegno il può rompere e sciorre.


+ Informació

des dels meus ulls....: Nel voler vostro è sol la voglia mia,
http://www.johncoulthart.com/feuilleton/michelangelos-dream

lunes, noviembre 09, 2009

"Soneto XVIII" Michelangelo Buonarotti


Solo con fuego el herrero el hierro extiende
por hacer su trabajo igual a su concepto,
ni sin fuego artista alguno el oro
al sumo grado lo refina y vuelve;

ni el singular fénix se rehace
si no ardió primero; por lo que, si ardiendo muero,
espero más claro resurgir entre aquellos
a quienes muerte enaltece y no ofende el tiempo.

Del fuego que hablo me es gran ventura
aún para renovarme en mí tenerlo,
contándome ya casi entre los muertos.

O bien, si al cielo asciende por natura,
a su elemento, y estoy convertido en fuego
¿cómo ocurrirá que consigo no me suba?

Miguel Ángel Buonarotti

lunes, junio 08, 2009

"Soneto XIX", Michelangelo Buonarotti


Soneto XIX

Tan amigo a la fría piedra le es su fuego interno
que, si con un golpe, la circunscribe,

aunque la queme y despedace, aún vive

uniendo con ello otras para lugar duradero.


Y si resiste en la hornaza, vence al estío

o al invierno, y alcanza mayor valor que
antes, como purgada entre las altas y divinas

almas que al cielo volviese del infierno.


Librado de mí, si me disuelve el fuego,

que dentro me es como un juego oculto,

ardo y me apago y aún puedo vivir mucho.


Entonces, si vivo hecho humo y polvo,

eterno bien seré, si me endurezco al fuego;

y quien me golpea no es hierro sino oro.

Miguel Ángel Buonarotti